Va’ dove ti scrive il cuore

Va’ dove ti scrive il cuore

Va’ dove ti scrive il cuore – Laboratorio di scrittura di esperienza con i genitori
ISCRIZIONI FINO AL 29 SETTEMBRE
Per valorizzare la propria esperienza, padri e madri – troppo spesso travolti dai ritmi della vita quotidiana e schiacciati da vissuti di fatica e di preoccupazione – possono ritagliarsi e dedicarsi un tempo nel quale recuperare energia e fiducia in sé come persone che continuamente apprendono dalla vita.
Scrivendo frammenti della propria esperienza e condividendone la lettura con altri partecipanti al laboratorio si genera infatti una condizione di empatia e ricerca che facilita intuizioni nuove con cui rileggere la storia di vita.
Il laboratorio di scrittura non insegna a scrivere bene ma a recuperare il piacere di narrare, non si correggono e valutano gli scritti ma si incentiva l’emergere dei ricordi e la creatività personale.
Con questi obiettivi, nell’ambito del Progetto inclusione, il Comune di Bergamo e le cooperative Serena e Alchimia, insieme all’Istituto Comprensivo S. Lucia, intendono proporre un laboratorio per genitori dei bambini e dei ragazzi frequentanti le scuole dell’Istituto.
Il Laboratorio sarà condotto da Adriana Lorenzi, professoressa esperta in narrazione, autrice, conduttrice di numerosi laboratori anche con genitori a Bergamo e in altre realtà italiane.

Struttura del Laboratorio
Numero degli incontri: 6
Numero massimo dei partecipanti: 15
Durata: 2 ore a cadenza settimanale a partire da giovedì 18 ottobre, dalle ore 17.30 alle ore 19.30. Il primo incontro è aperto a tutti i genitori interessati a conoscere meglio la proposta
Sede: una scuola dell’Istituto Comprensivo S. Lucia
Per facilitare la partecipazione dei genitori, durante gli incontri è disponibile uno spazio dedicato per i bambini/ragazzi con la presenza di un’educatrice.
Di seguito la lettera di invito della formatrice Adriana Lorenzi a partecipare al Laboratorio

Cari genitori,
sono Adriana Lorenzi, non ci conosciamo ancora, ma abbiamo alcuni riferimenti condivisi (il Comune, le Cooperative, il vostro Istituto) che mi hanno chiesto di pensare al progetto Va’ dove ti scrive il cuore, e lavorare insieme a voi.
Sono io stessa a scrivervi con il cuore per invitarvi a partecipare ad alcuni incontri da me condotti per raccontare e scrivere alcuni frammenti della vostra storia di genitori di bambini e bambine, di ragazzini e ragazzine alle prese con la fatica di diventare grandi.
So che alla sola idea di scrivere, la proposta sembra impegnativa, ma credo per esperienza che possa essere un’opportunità per esprimersi in modo autentico, comunicando e ascoltando storie simili per comprendere che non esiste il caso, ma il figlio, la figlia.
Io, da parte mia, cercherò di creare un clima di serenità e complicità grazie alla modalità laboratoriale che è centrata più sul dialogo e la scrittura in presenza che su una trasmissione frontale di saperi e informazioni. L’obiettivo è infatti che voi possiate attingere alla vostra memoria personale e familiare, raccontando frammenti di storia che aiutino a porre le domande cruciali sul mistero della vita, su ciò che si nasconde nel corpo, nella mente di un bambino, e di un bambino che, a volte, è nato così diverso oppure così «speciale», come una mamma che ho incontrato ha definito il proprio figlio con disabilità.
Ho già condotto a Bergamo un laboratorio di scrittura anche con genitori di bambini e ragazzi con disabilità e posso dire che al termine di ogni incontro uscivo commossa e colpita. Con quello che mi raccontavano andavo a casa più fiduciosa negli uomini che mi avevano mostrato i miracoli in terra. Quelli che compiono gli uomini e le donne che non sfuggono le responsabilità, che si armano di pazienza e pretendono attenzione.
So che non è facile ritagliarsi un tempo dentro gli impegni lavorativi e familiari, ma credo che sia utile per tessere una rete di scambi capace di farsi àncora di salvezza per accettare la vita così com’è e non come avrebbe potuto essere, e per la quale può sembrare non vi siano più né energie né interesse. Penso che quei genitori abbiano raccontato la loro storia perché si sono lasciati attraversare dagli eventi che li hanno piegati, ma non spezzati.
Invito voi a fare insieme a me un percorso analogo per raccontare in modo nuovo le vostre esperienze vissute.
Soprattutto non temete per la scrittura: vi assicuro che non si tratta di imparare a scrivere bene, piuttosto di riscoprire il piacere della narrazione. Non impartirò lezioni sulle regole grammaticali per produrre un testo degno di considerazione, non correggerò, né valuterò i vostri prodotti.
Vi fornirò piuttosto delle tracce prese dalla letteratura perché sono convinta che sia più semplice scrivere seguendo le parole altrui: sono le parole già scritte da altri che sollecitano le nostre.
Sono sicura che ciascuno riuscirà a trasformare qualche ricordo in racconti che facciano bene a voi stessi e anche ad eventuali ascoltatori e/o lettori.
Parto dal presupposto che questa capacità di trasformare i ricordi in racconti sviluppi l’apprendimento e la crescita personale e incentivi, per dirla con Dacia Maraini “il nutrimento della propria immaginazione”. E per vivere, l’immaginazione serve sempre.
Spero, a presto
Adriana Lorenzi

 

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